DISCETTO POLITICO
è finita la rivoluzione politica! tutti muti e peggio a lamentarsi che le promesse sono state disattese. ignorante. doveva cambiare tutto e l’occasione… ha fatto l’uomo ladro (grasse risate), ANCORA. hai creduto che questa volta, diversamente dalle altre (risate a crepapelle), il voto, il tuo diritto per cui i nostri nonni hanno combattuto (risata a lutto) sarebbe stata la tua espressione, il tuo volere. hai creduto che decidendo ed esprimendo la tua volontà, i tuoi delegati politici avrebbero preso le redine del carrozzone italia guidandolo verso una via giusta, slegata dal passato e dall’olezzo di cui non ne potevi più. hai creduto nella suddivisione, nell’esistenza di diverse ideologie sociali, nelle diversità. ti hanno fatto infervorare con promesse di giustizia, di cambiamento, di rinnovo e adesso che palesemente tutto è il contrario di ciò che volevi e creduto come la mettiamo? le stesse facce di sempre a braccetto. tutti nemici diventati amici per il tuo bene. il tuo bene…genial. ti trattano come un bambino ignorante che non vede e se vedi e fai domande ed addirittura ti schifi non perdono più tempo a distrarti… ora ti ignorano e la rivoluzione diventa un pensiero mischiato al disagio sociale in cui affondi. povero… provo tanta pietà per te. credi ancora di vivere in democrazia? credi ancora nella volontà popolare? pensi di poter decidere il timoniere che ti condurrà alla terra promessa? tutto è vano in questo sistema che l’ultima cosa che vuole è che tu decida. adesso mi credi quando ti ho ripetuto più volte di non farti trasportare dall’astrazione politica? è tutto deciso prima ancora che tu lo sappia ed una volta che diventi il protagonista, con il voto, non sei l’attore ma il burattino. in fila, in colonna entri nel mattatoio elettorale ed il grugnito, le urla, sono la libertà che credevi di avere e che non hai (sorriso affranto). prova a cercare i giornali di venti anni fa e guarda chi erano i protagonisti e quali erano i problemi da risolvere; uguali ad oggi, non è cambiato nulla tranne la tua età. sono vecchi e rappresentano un pensiero vecchio, millenario; pochi dominano molti. ci hai creduto ancora, sei recidivo e penso che alla fine chi veramente voglia che nulla cambi… SEI TU!. io se proprio devo scegliere una forma, una parola per ordinare la società scelgo: anarchia.
promemoria:
- Presidente del Consiglio dei Ministri
- Enrico Letta
- Vice Presidente del Consiglio dei Ministri
- Angelino Alfano
- Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio
- Filippo Patroni Griffi (segretario del Consiglio dei Ministri)
Giovanni Legnini (Editoria e Attuazione Programma)
Sesa Amici (Rapporti con il Parlamento e coordinamento attività di Governo)
Sabrina De Camillis (Rapporti con il Parlamento e coordinamento attività Governo)
Walter Ferrazza (Affari Regionali e Autonomie)
Micaela Biancofiore (Pubblica amministrazione e semplificazione)
Gianfranco Miccichè (Pubblica amministrazione e semplificazione)
Ministri senza portafoglio
- Affari europei
- Ministro: Enzo Moavero Milanesi
- Affari regionali e autonomie
- Ministro: Graziano Delrio
- Coesione territoriale
- Ministro: Carlo Trigilia
- Rapporti con il Parlamento e coordinamento attività di Governo
- Ministro: Dario Franceschini
- Riforme costituzionali
- Ministro: Gaetano Quagliariello
- Integrazione
- Ministro: Cécile Kyenge
- Pari opportunità, sport e politiche giovanili
- Ministro: Josefa Idem
- Pubblica amministrazione e semplificazione
- Ministro: Giampiero D’Alia
Ministri con portafoglio
- Affari Esteri
- Ministro: Emma Bonino
Viceministri: Lapo Pistelli, Bruno Archi, Marta Dassù
Sottosegretario: Mario Giro - Ministro dell’interno
- Ministro: Angelino Alfano
Viceministro: Filippo Bubbico
Sottosegretari: Domenico Manzione, Giampiero Bocci - Giustizia
- Ministro: Annamaria Cancellieri
Sottosegretari: Giuseppe Berretta, Cosimo Ferri - Difesa
- Ministro: Mario Mauro
Sottosegretari: Roberta Pinotti, Gioacchino Alfano - Economia e Finanze
- Ministro: Fabrizio Saccomanni
Viceministri: Stefano Fassina, Luigi Casero
Sottosegretari: Pierpaolo Baretta, Alberto Giorgetti - Sviluppo Economico
- Ministro: Flavio Zanonato
Viceministri: Carlo Calenda, Antonio Catricalà
Sottosegretari: Simona Vicari, Claudio De Vincenti - Infrastrutture e trasporti
- Ministro: Maurizio Lupi
Viceministro: Vincenzo De Luca
Sottosegretari: Erasmo D’Angelis, Rocco Girlanda - Politiche Agricole, Alimentari e Forestali
- Ministro: Nunzia De Girolamo
Sottosegretari: Maurizio Martina, Giuseppe Castiglione - Ambiente, tutela del territorio e del mare
- Ministro: Andrea Orlando
Sottosegretario: Marco Flavio Cirillo - Lavoro e Politiche sociali
- Ministro: Enrico Giovannini
Viceministro: Cecilia Guerra
Sottosegretari: Jole Santelli, Carlo Dell’Aringa - Istruzione, Università e ricerca
- Ministro: Maria Chiara Carrozza
Sottosegretari: Gabriele Toccafondi, Marco Rossi Doria, Gianluca Galletti - Beni e attività culturali
- Ministro: Massimo Bray
Sottosegretari: Simonetta Giordani, Ilaria Borletti Buitoni - Salute
- Ministro: Beatrice Lorenzin
Sottosegretario: Paolo Fadda
IL TEMPO
sono stato assente. turbine lavorativo, rapporti umani definibili: psicopatici. non mi sorprendo. dove tutto è effimero si perde la realtà semplice dei contatti spontanei. i sorrisi e le strette di mano con baci convenevoli annessi diventano astrazioni. non sono quello che sembrano e addosso non lasciano nessun profumo. non c’è bagliore nell’anima e la mente si restringe a comparsa. ho vissuto questo stato d’animo, Ich weiß,, ed aspetto che scorri il tempo e si concluda il segmento vitale. tutto passa. riflettevo: vivo in una società che ha avuto la necessita di orientare la propria esistenza inventandosi: IL TEMPO. sole-luna non bastavano, il normale collegamento vibrazionale con la terra, la natura è stato stroncato da una suddivisione empirica ed astratta. racchiuso nell’infinito debbo scandirmi, suddividermi, moltiplicarmi e tutto intorno a me, tutte le umane cose, gravitano imprigionate. che follia! gli animali non portano l’orologio. società dei consumi dove l’amore è a… tempo.
cOOOOOOOsa ho scoperto!!!
cinema. KIKI: CONSEGNE A DOMICILIO regia miyazaki del 1989. pomeriggio cinematografico con le mie due principesse. non mi rispettano più, confabulano all’oreccchio e guardandomi… sghignazzano. donnine impertinenti… che alimento oltraggiandomi teatralmente. loro ridono.belle,splendide; il film bello, da vedere e buon autodifesa ai flipper visivi hollywoodiani, che adoro. ti perdi nelle pause e per uno schizzofrenito agitato, una cura; forse la cura. immobile ho guardato scene lente morbide, fini ed ogni cosa immobile osservava la lentezza del gesto. che bravo, che bravi. devi vederlo. scenari, i suoi, nei suoi pseudo anni cinquanta dove una strega (apprendista), kiki, è normale, è per tutti. schön,schön. dimenticavo!?!? cosa ho scoperto? sono scaduti i diritti di distribuzione dei film di miyazaki precedentemente posseduti dalla disney (che non ha mai ridistribuito!?!?!?-*°##kzx§) e la lucky red, nuova concessionaria li ridistribuirà tutti nelle sale cinematografiche ripuliti ed incipriati. CHE BELLO! forse sono lenti, forse sono vecchi, forse sono acrilici comunque forse; sono… necessari. buona fortuna maestro per la nuova vi-ta.
p.s. accetterei anche diventasse culto radical-chic… è oltre!
UN TEMPO PICCOLO
tutto si svolge velocemente. l’innafferabile pensiero mi precede nel corpo. infinito guazzabuglio emozionale che lascio esprimersi, formare. non freno niente. i sapori del candore mi inebriano. Dank. labbra sottili tempestate da occhi verdi di bronzo ossidato in febbrili tremiti; è vita quotidiana, imprescindibile! casualmente risento un tempo piccolo di franco califano, e mi ci ritrovo in questo segmento del divenire; divertente nell’oscillazione estrema. tanto tutto… tief.
eccola: franco califano UN TEMPO PICCOLO.
Diventai grande in un tempo piccolo
Mi buttai dal letto per sentirmi libero
Mi truccai il viso come un pagliaccio
E bevvi vodka con tanto ghiaccio
Scesi nella strada mi mischiai nel traffico
Rotolai in salita come fossi magico
E toccai la terra rimanendo in bilico
Mi feci albero per oscillare
Trasformai lo sguardo per mirare altrove
E provai a sbagliare per sentirmi errore
Dipinsi l’anima su tela anonima
E mescolai la vodka con acqua tonica
E pranzai tardi all’ora della cena
E mi rivolsi al libro come una persona
Guardai le tele con aria ironica
E mi giocai i ricordi provando il rischio
Poi di rinascere sotto le stelle
Dimenticai di colpo un passato folle
In un tempo piccolo
Ingannai il dolore con del vino rosso
E multai il mio cuore per qualunque eccesso
Mi addormentai con un vecchi disco
Raccontai una vita che non riferisco
Raccolsi il mondo in un pasto misto
Dipinsi l’anima su tela anonima
E mescolai la vodka con acqua tonica
E pranzai tardi all’ora della cena
E mi rivolsi al libro come una persona
Guardai le tele con aria ironica
E mi giocai i ricordi provando il rischio
Poi di rinascere sotto le stelle
Dimenticai di colpo un passato folle
In un tempo piccolo
E mi giocai i ricordi provando il rischio
Poi di rinascere sotto le stelle
Dimenticai di colpo un passato folle
In un tempo piccolo
ZINGARI
forse è capitato anche a te di sentire, dalla finestra di casa, una tromba suonare in strada all’impazzata. quasi sempre un motivo riconoscibile. ti affacci e vedi uno zingaro a spasso che, rivolto ai palazzi, vibra a raccolta la tromba. il pubblico ridesto, se vuole, lancia monetine d’approvazione. c’è gioia tra il cemento, tra l’indifferenza del sole che infonde mille messaggi. anche questa è vita, soluzione o mistica del senso delle cose. mezz’ora fa il trillo zingaresco è stato: “bella ciao”. bella canzone, ricordi di sangue e gioia dell’itaia smemorata. un giovane cuore, la speranza nell’amore e sublime… il canto di libertà ad ogni costo.
testo BELLA CIAO
« Una mattina mi son svegliato,
o bella, ciao! schön, ciao! schön, ciao, ciao, ciao!
Una mattina mi son svegliato
e ho trovato l’invasor.
O partigiano, portami via,
o bella, ciao! schön, ciao! schön, ciao, ciao, ciao!
O partigiano, portami via,
ché mi sento di morir.
E se io muoio da partigiano,
o bella, ciao! schön, ciao! schön, ciao, ciao, ciao!
E se io muoio da partigiano,
tu mi devi seppellir.
Mi seppellirai [Mi porterai / E seppellire] lassù in [sulla] montagna,
o bella, ciao! schön, ciao! schön, ciao, ciao, ciao!
E seppellire [Mi seppellirai / Mi porterai] lassù in [sulla] montagna
[sotto l'ombra] all’ombra di un bel fior.
Es [Tutte] le genti che passeranno
o bella, ciao! schön, ciao! schön, ciao, ciao, ciao!
Es [Tutte] le genti che passeranno
Ti diranno «Che bel fior!»
«È questo il fiore del partigiano»,
o bella, ciao! schön, ciao! schön, ciao, ciao, ciao!
«È questo il fiore del partigiano
morto per la libertà!» »

