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CAMMINO

sono stato intervistato da un’amica sul cammino di santiago de compustela. un ricordo gioioso e sofferto. animo dolce nella solitudine personale. non smetterò mai di consigliartelo e qui sotto, se può servirti, l’intervista:

CNR_TV_NEWS_ Cammino_Santiago_de_Compostela

TACCHI

donne sinuose, donne disinvolte, donne che diventano donne, donne decise, donne allegre, donne che portano i tacchi. mi soffermo spesso ad osservare le scarpe femminili con i tacchi. ce n’è di ogni altezza, colore e portamento. giorni fa davanti a me una ragazzina su tacchi filiformi dopo tentennamenti ed un’andatura claudicante è rovinosamente crollata sulle ginocchia. povera, il peso di sentirsi grande può essere lesionante. la più bella frase sui tacchi l’ho sentita conversando con una ragazza su tacco 10:” porto sempre i tacchi ed ho già detto a mia sorella che quando muoio di farmi fare la bara 12 centimetri più lunga”. geniale.

IDIOTA

dal dizionario HOPLI online : idiota [i-diò-ta] (pl. m. -ti, f. -te)

A agg. 1 Stupido, corto di mente: gente i. ‖ Che rivela stupidità: scherzo, discorso i. 2 MED Che è affetto da idiozia

B s.m. e f. 1 Persona stupida, corta di mente: comportarsi come un i.è proprio un i. 2 MED Chi è affetto da idiozia 3 ant. Persona rozza e senza istruzione

chiaccheravo con un amico e parlando del metodo montessori e dalla stravaganza innovativa didattica promulgata dalla donna, mi riferiva che la montessori sconvolse la pedagogia usando i metodi che si usavano con i bambini diversamente abili, con i bambini “normali”. gli faccio notare come il termine diversamente abili ha sostituito il termine handicappati e di rimando, il mio amico, mi racconta che nel libro che stava leggendo la montessori definisse i bambini diversamente abili: idioti. mi si è aperta una finestra nella memoria è mi è venuta in mente una serata di tanti anni fa. ero in grecia ad un bar e conversavo davanti alla solita birretta (mia consuetudine sapienzale) con un greco in inglese e avendo usato la parola idiot, idiota in italiano mi fece notare che derivava dal greco idioti (se non ricordo male ma non è importante). subito mi incalza chiedendomi se conoscevo l’origine del termine ed incuriosito gli rispondo negativamente. mi racconta che nell’antica grecia, nell’agorà, durante le assemblee popolari quando una persona divergeva nell’idea dalla maggioranza si metteva in disparte e diventava IDIOTI. infatti mi faceva notare come il significato non fosse stupido, ma divergente, dissidente. illuminante!!! avendo letto il signicato nozionistico moderno e conoscendo l’idea negativa che tutti hanno della parola idiota… mi chiedo:” a chi credo?” al precostituito o al greco incontrato una sera d’estate? SONO UN IDIOTA. ;-)

 

BELLA FRA’

consuetide. sono giorni e giorni che raccolgo tra conoscenti e per caso, in giro, commenti del tipo: “che bravo questo nuovo papa…” oppure “ci voleva un papa così, simpatico, semplice” e “…è umile e dalla parte della povera gente papa francesco” addirittura ” un papa argentino, da buon sudamericano, può solo fare il bene della chiesa e dei cristiani oltre all’umanità intera” e nientemeno ” avendo scelto il nome francesco può solo fare bene!”. riflettevo da disilluso targato 2013 e non fermandomi al primo strato massmediologico, in questo caso potente ed “universale”, esserci una forte similitudine con un’altra elezione planetaria avvenuta pochi anni orsono. mi ricorda cosa successe in una nazione oltreoceano, sempre citata come esempio di paese civile e democratico, che dopo otto anni (meglio dire 8+8; padre e figlio) di dominio governativo di una classe politico-economica di ricchi cowboy guerrafondai spregievoli illuminati bianchi ( oh, oh, oh! sembra la descrizione del krucco), presentarono all’elettorato scontento ed affamato, ancora in lacrime per i morti delle guerre preventive, un candidato nuovo. giovane, nero (colored per essere pilitically correct) istruito con una bella moglie due figle ed un cane che per due anni di campagna elettorale promise: basta diseguaglianze (BELLA FRA’), basta poveri (BELLA FRA’), basta guerre (BELLA FRA’), basta ingiustizie (BELLA FRA’), basta perseguitati (BELLA FRA’), basta dominio dei potentati (BELLA FRA’), speranza (BELLA FRA’), uguaglianza (BELLA FRA’), carità e giustizia (BELLA FRA’). il risultato del dopo elezioni e delle promesse è stato il nulla, peggio: il prosieguo delle amministrazioni precedenti rinnegate e poetico… l’hanno rivotato!!! ci sono troppi simbolismi convergenti e troppo affinità propagandistiche che mi fanno dubitare della sincerità dell’operato di papa BELLA FRA’, ben comunicato (la chiesa cattolica ha il miglior marketing del mondo) e ostentato da tutti i governanti e media mondiali come nuovo esempio per l’umanità (il santo si sta rivoltando nella tomba). la gente ha bisogno di speranza e non c’è peggior momento, o migliore in base ai punti di vista, per creare aspettativa e credulità nel popolo che quando lo si affama, umilia e strazia dopo avergli inculcato nella mente disperazione, incertezza e illusione. forse non siamo pronti alla dittatura dei cawboy e dei panzer ed abbiamo ancora bisogno dell’umile e povero per non credere alla realtà. hanno ribaltato il senso delle parole nell’ignoranza popolare afflitta. attenzione!  sorrido, sapendo di non sapere e disilluso ed ottimista vivo e sogno. la speranza esiste, la bontà esiste, la bellezza esiste, l’amore esiste e secondo me non c’è bisogno di un re faccendiere giovane ed umile per dimostrarlo. guardati intorno è più vicino di quanto pensi. :-)

p.s. il grillo parlante mi sembra sulla stessa riga… troppe coincidenze. no???????

LITANIA

AUTORITRATTO.

Non è solo un giorno, questo giorno. Io all’ora già c’ero e continuo ad esserci. Tutto finirà. Sento: auguri per quel giorno lontano in una terra lontana che per entrambi ha deciso. Auguri per la foto che ti ritrae a gambe conserte, in un prato, con un sorriso che assomiglia al mio e identico continua nella principessa. Auguri per tutte le volte che ti ho dato le botte e prevaricato, compresa la gamba rotta. Auguri per quella cassaforte, verde e sempre ricca di dolci e di monete che  periodicamente ti svaligiavo; anche se nascondevi la chiave che ho sempre trovato. Auguri su quel tetto, in un paese al sole dove nella disperazione ti urlai di non piangere e tu, a fatica, non lo feci. Auguri per i natali e soprattutto quello con il carbone sotto l’albero e i giochi nascosti sul balcone. Ci arrabbiammo e poi scoperta la burla tornammo bambini felici. Auguri per il caldo, l’acqua e quella foto in piscina dove ancora oggi non sappiamo se ero io o eri tu. Auguri per tutto le volte che ti svegliavo nella notte e ti chiedevo di farmi posto nel tuo letto perchè avevo fatto la pipi nel mio. Auguri per i miei vestiti che volente o nolente ti toccavano mentre oggi è il contrario, anche se faccio fatica ad entrarci. Auguri per la gioia dei fuochi di capodanno comprati da cacciaefuochi. Auguri per quel giorno, a sesto davanti alla metropolitana dove mi dicesti:” divento papà”, ed il sorriso cancellò il dramma appena terminato ed io, adesso posso dirtelo, quando ti lasciai mi commossi. Auguri per quel giorno che non c’eri e nessuno sapeva dov’eri finito. Auguri per la scelta che abbiamo preso entrambi nel piccolo cimitero distante. Auguri per l’abiura e per la distorta spiritualità che hai abbandonato. Auguri per quella volta che arrabbiato e urlando mi gridasti:” … con la vita che fai quando avrai bisogno di un pezzo di fegato sarò io a dartelo!”.  Auguri per avermi preso per mano e condotto davanti all’orco, al mostro, all’ignominia mortuale che ti caricasti sulle spalle ed oggi so essere stato un gran gesto d’amore; finalmente ho perdonato, anzi, ne rido. Auguri per paderno dugnano, via tortona e i prossimi luoghi “infami” in cui ti condurrò. Auguri per “ma esiste!”, “patatone”, e gli inutili ”… hoooo detto NO!”.  Auguri per il libro che un giorno publicherai anche se la prima bozza la trovo prolissa e noiosa. Auguri per le tue donne di casa. Auguri per la porta di casa aperta, tutte quelle sverniciate, la resina in bagno, il guardaroba, la lavanderia e l’asse del cesso che scende da sola al rallentatore. Auguri  per essere uno snobboso-fississimo-radical-chic. Auguri per i suggerimenti che ci diamo sulle illusioni visive del mondo. Auguri per quando con una quinta enorme e pesantissima ci siamo guardati e con i visi nascosti ci siamo detti:” sono ricchioni!”, e la risata ci calmò l’affanno. Auguri per l’arte, i lavori inutili e la vita che verrà. Auguri per tutti i “beeeeeella” che ci siam detti e per tutte le volte che vieni a riprendermi quando sono perso. Auguri per queste lacrime che colme e vere tratteggiano il sorriso.

MISERICORDIA ALL’ANIMA MIA

GOYA: speranza & rivoluzione

di solito non lo faccio, ma questo libro è vorticoso e intransigente; almeno mi porta ad essere intransigente verso la mia piccola esistenza e dovermi fermare nella lettura per non decretare la mia morte psicologica: o rinascita! ti riporto il quarto canto, verso o come si dice… è indifferente.

“TEMPO DI NASCERE, TEMPO DI MORIRE”

Tutto ha la sua stagione,

ogni evento il suo tempo

sotto il cielo:

il tempo di nascere e il tempo di morire,

il tempo di piantare e il tempo di sradicare,

il tempo di uccidere e il tempo di medicare,

il tempo di demolire e il tempo di costruire,

il tempo di piangere e il tempo di ridere,

il tempo di gemere e il tempo di ballare,

il tempo di gettare le pietre e il tempo di raccoglierle,

il tempo di abbracciarsi e il tempo di allontanarsi,

il tempo di cercare e il tempo perdere,

il tempo di conservare e il tempo di buttar via,

il tempo di strappare e il tempo di cucire,

il tempo di tacere e il tempo di parlare,

il tempo di amare e il tempo di odiare,

il tempo di guerra e il tempo di pace.

Che valore ha tutto ciò che si fa con fatica?

Ho visto gli impegni che dio ha dato agli uomini per affannarli.

Tutte le sue opere sono affascinanti nel loro tempo.

Nel cuore umano ha posto anche il senso dell’eterno,

senza però che l’uomo riesca ad afferrare l’inizio e la fine della creazione divina.

Ho capito allora che l’unico bene dell’uomo è di starsene allegro e godersi la vita.

Ma che l’uomo mangi e beva e goda il frutto della sua fatica è solo dono di Dio.

Ho capito anche che tutto ciò che Dio fa durerà sempre,

senza che vi possa aggiungere o togliere nulla.

E Dio fa cosi perchè lo rispetti.

E’ già stato ciò che ora è,

è già stato cio che sarà,

e Dio riporta ciò che è scomparso.

tratto da QHOELET di gianfranco ravasi

 

p.s. pensa la fortuna di chi conosce l’ebraico… o la sfortuna visto che a detta di commentatori eruditi è stato usato un linguaggio nuovo per il suo tempo: il 300 A.C.